SPIRITO TRAIL 2016

100 e lode. Di quelle che…

di Matteo Grassi

 

Di quelle che non c'è ressa al ritiro pettorali, devi solo aspettare che quello davanti finisca il discorso.

Di quelle che puoi prendere l'ultimo caffè a pochi metri dall'arco e chiacchierare fino a due minuti prima della partenza.

Di quelle che il count-down lo fai insieme agli altri partecipanti “dieci, nove, otto...” che conosci quasi tutti “sette, sei, cinque...”, quasi tutti del posto, innamorati di questo territorio “quattro, tre, due...” e di quelle montagne là in fondo. “Uno, via!”

Di quelle che parti dal paese lungo la strada d'asfalto, ma la lasci presto per addentrarti nei campi e poi risalire le colline.

Di quelle che ti trovi subito solo. Se la solitudine è la tua dimensione allora è la tua gara ideale.

Di quelle che ci sono ristori in abbondanza e riforniti d'ogni ben-di-dio, ma tu bevi solo acqua e zuccheri o sali, peccato, magari il prossimo anno cammini e ti fai un panino+birra?

Di quelle che le signore dei ristori si preoccupano per te, come la mamma, “Ma guarda che hai sudato tanto”, “Ma guarda che è ancora lunga”, “Ma guarda che devi mangiare”…

Di quelle che se non stai attento continui a sbagliare percorso, e se pure stai attento non è detto che fili tutto liscio.

Di quelle che non puoi prendertela con l'organizzazione se non è tutto perfetto come alle altre gare, perché ci hanno messo il cuore e anche di più.

Di quelle che attraversi prati che pensavi ci fossero solo nei film.

Di quelle che esci dal tempo e torni indietro di oltre cinquant'anni, quando colline e montagne erano abitate da contadini e pastori, e le contrade erano fatte di quattro case, un forno e un fontanile.

Di quelle che il passaggio è bloccato da un trattore col rimorchio di legna appena raccolta. Di quelle che per fortuna l'acqua non manca e sgorga freschissima e limpida nelle fontane.

Di quelle che quando c'è il sole fa un caldo pazzesco, ma che quando arrivi lassù, sotto le cime delle “Piccole” c'è sempre un nuvolone nero e tira aria gelata.

Di quelle che quando passi il giro di boa continui a voltarti per non scordare quel profilo seghettato che durante la settimana rivedrai stagliato in fondo alla pianura.

Di quelle che l'andata è lunga e faticosa, ma il ritorno è peggio!

Di quelle che ogni anno tolgono un pezzo di strada per metterci nuovi o vecchi sentieri, chissà che fra un paio d'anni non si sbuchi in centro a Villaverla da un boschetto immaginario.

Di quelle che gli ultimi chilometri ti seguono in bici e ti incoraggiano, ma lì i chilometri hanno una misura variabile ed estensibile come un elastico: 6-8-10-4-3-1.

Di quelle con le docce bollenti e un buon piatto di gnocchi all'arrivo. Di quelle che Gimmy seduto sulla panca e provato dalla lunga giornata di lavoro, ma dovrà andare avanti ancora per tutta la notte, mi stringe la mano e dice “Chissà se l'anno prossimo avrò ancora voglia di fare tutta questa fatica”.

Di quelle gare di una volta, come ne sono rimaste pochissime nel nostro territorio.

Di quelle che meritano di esistere e di resistere, quasi di essere conservate, ma che hanno bisogno di aiuto e rinnovamento nel senso di forze ed energie.

Lunga vita alla 100elode, sperando che Gimmy e compagni trovino la voglia e l'incoraggiamento per andare avanti in questo duro lavoro e continuare a regalarci questo straordinario viaggio dalla pianura alle montagne attraverso le colline e gli anni passati, e ritorno.

Istruzioni per l'uso...

100 e lode / 100 km 4.000 m+ / sabato 6 maggio 2017 - partenza alle ore 0.00

50 e lode / 50 km 1.100 m+ / sabato 6 maggio 2017 - partenza alle ore 7.30
Sullo stesso percorso si svolgerà anche la "50 Fiasp"

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